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FRENULO LINGUALE CORTO, SUZIONE, ALLATTAMENTO, DEGLUTIZIONE, MASTICAZIONE E RESPIRAZIONE 





Il frenulo linguale corto è un’anomalia orale congenita che determina una difficoltà nei movimenti linguali e che può compromettere le funzioni di suzione, articolazione verbale, masticazione, deglutizione e respirazione.

Tale condizione rende difficile l’allattamento, poiché il bambino è in difficoltà nell’attaccarsi al capezzolo della madre e a succhiare correttamente. Il bambino tende, perciò, a stancarsi velocemente ed è necessario allattarlo frequentemente per soddisfare il suo bisogno nutritivo. La madre, invece, prova dolore e spesso presenta segni di traumatismo al capezzolo.

Man mano che il bambino crescerà diverrà sempre più evidente come questa condizione tenda a inficiare tutte le funzioni orali, infatti la difficoltà della lingua a muoversi renderà difficile l’articolazione di alcuni suoni come l,t,d,z,r; porterà a una masticazione scorretta e a problemi di occlusione dentale; così come a una deglutizione scorretta e alla tendenza a respirare erroneamente con la bocca anziché con il naso e a sviluppare allergie.

Sarebbe auspicabile che tutti i neonati a partire dalle 48 ore di vita venissero sottoposti a un test di screening, volto all’individuazione precoce di un eventuale frenulo linguale corto e successiva frenotomia ovvero incisione o rimozione parziale per evitare che tale condizione vada ad alterare lo sviluppo della bocca e delle sue funzioni.  È possibile, tuttavia, intervenire chirurgicamente anche nel bambino o nell’adulto quando tale alterazione anatomica va a compromettere lo svolgimento delle funzioni descritte. 

È necessario, pertanto, rivolgersi  ad un logopedista che farà una valutazione del frenulo e dell’effetto che ha lo stesso su linguaggio, masticazione, deglutizione, respirazione e indicherà al paziente se è necessario procedere con l’intervento. In seguito all’intervento e al successivo ripristino della motilità linguale, è fondamentale intraprendere un percorso logopedico, nel quale, a seconda dell’età, verranno proposti  degli esercizi attivi o passivi che vadano a stimolare il corretto sviluppo delle funzioni orali. È bene, però, ricordare che non bisogna far intercorrere troppo tempo tra l’intervento e il successivo trattamento logopedico postchirurgico sia nel neonato che nel bambino o nell’adulto, poiché ci sono dei rischi di recidiva.





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